proroga

E’ arrivata, finalmente, la proroga che mette fine all’annata nera 2015.

Cosi nera in effetti non era mai stata, mai nessun governo regionale aveva accumulato tanto ritardo, mai nessun altro aveva atteso “l’ultimo giorno utile” ad ogni scadenza e quest’anno ne abbiamo avute ben 3.

Quanto accaduto quest’anno con i piani personalizzati 162 merita un po di riflessioni e ripercorrere tutto l’anno diventa doveroso.

Abbiamo iniziato con una prima proroga per i primi 2 mesi dell’anno. Ai primi di febbraio apprendiamo che in bilancio è previsto un taglio di ben 35milioni sul FNA e questa notizia arriva come una bomba perchè solo a dicembre, l’assessore Arru si era recato al capezzale di Salvatore Usala e aveva firmato un impegno scritto a non togliere un centesimo dal medesimo fondo. Carta straccia.

Inizia una mobilitazione generale fatta di scioperi della fame e articoli di giornale, fino al sit in sotto l’assessorato, insieme alle associazioni del Comitato famiglie 162 e i malati di sla del Comitato 16 novembre.

La Regione fa marcia indietro, i fondi vengono ripristinati e otteniamo nuova proroga per il periodo marzo-giugno, mentre i nuovi piani ancora non partono.

In mezzo a tutto questo, alcune associazioni isolane hanno la malaugurata idea di fare esternazioni decisamente inappropriate (all’indirizzo diretto dell’assessorato o tramite web), interventi che mettono in luce una certa diffidenza nei riguardi della famiglie che usufruiscono della 162. Anche su questo fronte le associazioni del Comitato famiglie per la 162, appaiono quanto mai unite a difendere un sistema che rappresenta l’avanguardia nazionale per la disabilità. Ci duole segnalare che proprio sull’autismo si sono spese considerazioni non solo discutibili ma del tutto prive di fondamento.

Il tempo scorre inesorabile e la scadenza del 30 giugno si avvicina sempre di più, il Comitato delle famiglie inizia a sollecitare l’assessorato per capire che cosa intenda fare.

Ci sarà nuova proroga? Di quanto? Partiranno i nuovi piani? Tutto tace fino al 30 giugno, giorno in cui, con delibera 33/11, la Regione Sardegna “tagliuzza” i piani personalizzati sotto gli 80 punti. Tagli che vanno dai 100 ai 250 euro a piano, tagli irrisori per loro, gravissimi per noi.

Inizia un vero braccio di ferro tra le associazioni del Comitato delle famiglie per l’attuazione della 162 e l’assessorato. Stavolta tiriamo dentro anche il Consiglio Regionale e da alcuni gruppi politici il taglio viene gravemente criticato.

In data 9 luglio il Comitato, audito dalla commissione sanità del Consiglio Regionale, spiega che i tagli non sono necessari perchè il computo delle economie a saldo delle rinunce, copre il fabbisogno per l’intero 2015. L’assessorato, a sua volta audito dalla stessa commissione, ribatte che  le economie sono già computate e il fabbisogno non è coperto.

Insistiamo, ribadiamo e spieghiamo che l’assessorato SBAGLIA.

Seguono due incontri con le associazioni e le famiglie, uno a Cagliari il 16 luglio e uno a Sassari il 24. Durante gli incontri, molto partecipati, ancora si spiega il perchè i tagli non sono necessari. La stampa appoggia la nostra battaglia cosi come diversi gruppi in Consiglio regionale.  il Comitato continua la sua opera e si incontra e scontra più volte sui numeri con i funzionari dell’assessorato. In data 7 agosto, con delibera 40/40 la Regione fa dietrofront e stabilisce il proseguo dei piani senza tagli, fino al 30 settembre annullando di fatto la delibera precedente. Tale delibera indica anche l’inizio dei nuovi piani da ottobre a dicembre 2015. Questa mossa della Regione vuole essere di cautela, vogliono prima verificare che effettivamente le economie coprano il fabbisogno e se ne avrà certezza solo dopo che i comuni avranno comunicato le rinunce e i nuovi piani.

Ultimo atto: vedi sopra.

Sempre nell’ultimo giorno utile, un atto del dirigente dell’assessorato comunica ai comuni che i piani possono proseguire fino a dicembre senza tagli e che possono partire i nuovi.

Tutto quanto riportato sopra, che si fa pure fatica a leggere e a capire l’ordine delle cose, ha impattato in modo importante sulla vita delle famiglie dei soggetti con disabilità grave. Che disagio può provocare sapere sempre all’ultimo momento?

Ci sarà qualcuno che risponderà di tanto disagio?

L’assessorato sostiene che la stabilizzazione dei dati sia dovuta ad un miglioramento dei criteri di individuazione di gravità da parte di non si sa chi…era meglio dire “c’avevano ragione loro”. Era meglio ma è impossibile aspettarsi un atto di tale umiltà.

Il comitato aveva ragione (mai che ci avesse sfiorato il dubbio), i soldi c’erano; chi è che fa i calcoli dentro quell’assessorato? Chi è che si permette di sbagliare in un ambito cosi delicato? Sbagliare calcoli sulla pelle dei più deboli. Non credo di dover aggiungere altro.

E i nuovi piani? Molti dei nostri bambini, freschi di diagnosi e noi a parlare al vento della diagnosi e presa in carico precoci…Tre mesi di 162 . Mai nessuno era riuscito a fare peggio.

Da gennaio partiranno i nuovi criteri (o cosi dovrebbe essere) in un crescendo di burocratizzazione, di complicarsi la vita già non semplice che già ci vengono i brividi. In più, credo che a fare i famosi calcoli saranno sempre gli stessi, chissà se saranno in grado di superarsi.

Ok,  vi salutiamo e alla prossima annualità 2016….

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